Hamas, Fatah e le fazioni palestinesi firmano un accordo di riconciliazione grazie alla mediazione cinese
Le fazioni nazionali hanno concordato durante i loro incontri in Cina di raggiungere un’unità nazionale palestinese, includendo tutte le forze e le fazioni palestinesi nel quadro dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Si sono assegnati l'impegno di creare uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale.
I partecipanti hanno inoltre concordato sul diritto del popolo palestinese a resistere all'occupazione e a porvi fine secondo le leggi internazionali e la Carta delle Nazioni Unite.
Hanno deciso di formare un governo temporaneo di unità nazionale con il consenso delle fazioni palestinesi, col decreto del presidente palestinese Mahmoud Abbas basato sulla Legge fondamentale palestinese.
Questo governo inizierà con l’unificazione di tutte le istituzioni palestinesi nei territori dello Stato palestinese, avviando la ricostruzione della Striscia di Gaza e preparandosi per le elezioni generali sotto la supervisione della Commissione elettorale centrale il prima possibile, secondo la legge elettorale.
Le fazioni palestinesi riunite a Pechino sono:
- Movimento di Liberazione Nazionale Palestinese (Fatah)
- Movimento di Resistenza Islamica (Hamas)
- Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
- Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina
- Movimento della Jihad islamica palestinese
- Partito Popolare Palestinese
- Fronte di lotta popolare palestinese
- Movimento di Iniziativa Nazionale Palestinese
- Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina - Comando Generale
- Unione Democratica Palestinese (FIDA)
- Fronte di Liberazione Palestinese
- Fronte Arabo di Liberazione
- Fronte Arabo Palestinese
- Avanguardie della Guerra di Liberazione Popolare (Forze As-Sa'iqa)
(Seconda parte)
I partecipanti hanno concordato sui seguenti punti:
1. Unificare gli sforzi nazionali per affrontare l’aggressione sionista e fermare il genocidio perpetrato da Israele col sostegno statunitense. Si è concordato di resistere ai tentativi di sfollare i palestinesi dalla loro Patria, la Palestina, e di costringere l’entità sionista a porre fine alla sua occupazione della Striscia di Gaza e di tutti gli altri territori occupati, dalla Cisgiordania a Gerusalemme.
2. Le fazioni palestinesi accolgono con favore il parere della Corte Internazionale di Giustizia, che ha affermato l'illegittimità della presenza, dell'occupazione e degli insediamenti israeliani sul territorio dello Stato palestinese e ha sottolineato la necessità della loro rimozione il prima possibile.
3. Sulla base dell'Accordo di riconciliazione nazionale firmato al Cairo il 4/5/2011 e della Dichiarazione di Algeri firmata il 10/12/2022, le fazioni hanno concordato di continuare a dar questi seguito, per porre fine alla divisione, con l'assistenza di Egitto, Algeria, Cina e Russia.
4. Inizierà con l’unificazione di tutte le istituzioni palestinesi nei territori dello Stato palestinese, con l’avvio della ricostruzione della Striscia di Gaza e con la preparazione delle elezioni generali sotto la supervisione della Commissione elettorale centrale il prima possibile, secondo la legge elettorale approvata.
Fino a quando non saranno compiuti passi concreti per formare il nuovo Consiglio nazionale secondo la legge elettorale approvata e per approfondire il partenariato politico nell’assunzione di responsabilità nazionale e nello sviluppo delle istituzioni dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), è stato confermato l’attivazione e la regolarizzazione del quadro unificato di leadership temporanea per il partenariato nel processo decisionale politico come concordato nel Documento di riconciliazione nazionale palestinese firmato il 4 maggio 2011.
5. Resistere e contrastare i tentativi di sfollare il nostro popolo dalla propria terra d'origine, in particolare dalla Striscia di Gaza o in Cisgiordania e Gerusalemme, e affermare l'illegittimità degli insediamenti e dell'espansione degli insediamenti in conformità con le decisioni del Consiglio di Sicurezza e dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e il parere della Corte internazionale di giustizia.
6. Lavorare per rompere il brutale assedio sul popolo palestinese nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania e per fornire aiuti umanitari e medici senza restrizioni o condizioni.
7. Sostenere l’eroica fermezza del popolo palestinese in lotta e la sua coraggiosa resistenza in Palestina per superare le ferite e la distruzione causate dall’aggressione criminale e per ricostruire ciò che l’occupazione ha distrutto, sostenendo le famiglie dei martiri e dei feriti, e tutti coloro che hanno perso la casa, le proprietà e le fonti di sostentamento.
8. Affrontare le cospirazioni dell'occupazione e le sue continue violazioni contro la Moschea di Al-Aqsa e resistere a qualsiasi danno ad essa e alla città di Gerusalemme e ai suoi luoghi santi islamici e cristiani.
9. Rendere omaggio ai martiri del popolo palestinese e riaffermare il pieno sostegno ai coraggiosi prigionieri nelle carceri e nei campi dell'occupazione, che sono sottoposti a varie forme di tortura e repressione, e dare priorità a tutti gli sforzi possibili per liberarli dalla prigionia dell'occupazione.
Alla luce di questa dichiarazione, i partecipanti hanno concordato un meccanismo collettivo per attuare tutti gli aspetti della dichiarazione e hanno deciso di considerare l'incontro dei segretari generali come un punto di partenza per il lavoro urgente delle squadre nazionali congiunte. È stato inoltre deciso di fissare un calendario per l'attuazione di tale dichiarazione.
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agosto 2024